| Città / Provincia | MILANO (MI) |
| Indirizzo | Durando 38/a |
| Telefono | 02 2399 5966 |
| Fax | 02 2399 7230 |
| Sito web | www.polimi.it |
| Referente principale | Angelo Sabbioni |
Il Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano nasce nel 2002 come primo Dipartimento Italiano per la ricerca del Design. Il suo nucleo fondante integra teorie, metodi, strumenti, tecniche, poetiche e culture del Design, del progetto, degli artefatti materiali, comunicativi e di servizio, ovvero del sistema-prodotto e del sistema-ambiente, propri delle economie industriali avanzate.
"Il Politecnico di Milano è un’università scientifico-tecnologica che forma ingegneri, architetti e disegnatori industriali, con variegate e innovative specializzazioni, dedicando grande attenzione a tutti gli aspetti della formazione.
L’Ateneo da sempre punta sulla qualità e sull’innovazione della didattica e della ricerca che si sostanziano in un rapporto fecondo con la realtà economica e produttiva, attraverso la ricerca sperimentale e il trasferimento tecnologico. Oggi la ricerca è sempre più intrinsecamente legata alla didattica e costituisce un impegno prioritario che ci consente di raggiungere risultati di alto livello internazionale.
L'attività di ricerca costituisce inoltre un percorso parallelo a quello della cooperazione e delle alleanze con il sistema industriale. Conoscere il mondo dove si andrà a operare è requisito indispensabile per la formazione degli studenti, tanto più nel momento in cui è stata introdotta una profonda modifica dell'ordinamento degli studi che prevede diversi livelli di studio (laurea, laurea magistrale e dottorato) e momenti di approfondimento al termine di ogni livello attraverso master specifici. Rapportarsi alle esigenze del mondo produttivo, industriale e della pubblica amministrazione aiuta la ricerca a percorrere terreni nuovi e a confrontarsi con la necessità di una costante e rapida innovazione.
L'alleanza con il mondo industriale consente all'Ateneo di assecondare la vocazione dei territori in cui opera e di essere da stimolo per il loro sviluppo. La sfida che si gioca oggi proietta questa tradizione di forte radicamento territoriale oltre i confini del paese, in un confronto che si sviluppa prima di tutto a livello europeo con l'obiettivo di contribuire alla creazione di un "mercato unico" della formazione. Questa unicità non significa uniformità ma capacità di valorizzare la diversità e la ricchezza culturale di ogni singola realtà. Diversità delle proposte formative, ricchezza delle opportunità offerte agli studenti, diversificazione delle linee di ricerca, ricchezza delle collaborazioni e degli scambi sono le basi per lo sviluppo di una sana competizione.
Numerose sono le aree formative e di ricerca, nelle quali il Politecnico si è distinto nella sua storia e che hanno alimentato una tradizione di eccellenza che si è via via rinnovata: sviluppare le eccellenze e nel contempo stringere alleanze con altre università e centri di ricerca italiani e stranieri consente all'Ateneo di svolgere appieno la sua funzione formativa, migliorando l'offerta nei confronti degli studenti, e di esercitare il suo ruolo di stimolo all'innovazione e quindi allo sviluppo del paese. Questo confronto è sempre più attivo in Europa, dove il Politecnico partecipa a numerosi progetti di ricerca e di formazione collaborando con le più qualificate università europee, e sempre più si va estendendo ad altri paesi: dal Nord America al Sud-Est Asiatico. Così il Politecnico rende i propri studenti cittadini del mondo, offre alle imprese l'opportunità di assumere tecnici formati per competere con i loro colleghi di altre nazioni, rende più agevoli le relazioni internazionali delle aziende italiane.
Affinché la sfida abbia successo è stata avviata una politica di "accoglienza", che sta gradualmente consentendo di mettere a disposizione degli allievi, in collaborazione con le realtà locali, alloggi, borse di studio e tirocini lavorativi.
Questa sfida diviene ogni anno più pressante in un mondo nel quale globalizzazione e concorrenza diventano motivi essenziali per migliorare e forse per sopravvivere. La consapevolezza di questa sfida, da parte dei docenti, del personale tecnico e amministrativo, degli allievi, la qualità della formazione e della ricerca costituiscono la ricchezza del Politecnico". Giulio Ballio, Rettore
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